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Renato Cestaro nel suo istintivo e dinamico agire dal marcato accento timbrico, protende quasi ad oggettivare la sua interiorità, rischiando di ridurre la pittura ad un puro fatto decorativo.  Il colore splende di luce propria e non fenomenologica, una luce che si manifesta in colore. Come nell’opera dal titolo “Estate” dove protagonista è l’albero, risolto con toni spezzati di rosso, che si staglia su di uno spazio non astratto, ma sensibile e vivente.

La visione rimane così ancora parzialmente naturalista e più che a trasporre la natura, la condensa freneticamente semplificandone la struttura e sovraeccitando i toni locali. Pur con lo stesso registro, ma con più controllo cromatico, nell’opera “Il sogno” si nota un cambiamento nella gamma coloristica che rivela lontane reminiscenze “cézanniane” nelle campiture.

Una donna, diafana, risolta con toni spezzati di giallo, dorme adagiata, sospesa, leggera come una nuvola, sui tetti di una ipotetica Venezia, appena suggerita: una gamma cromatica duttile, aerea, dalle sfumature fredde domina la superficie; i verdi, i blu, i violetti, percossi da bagliori di rosa e qualche contrappunto giallo-arancio. Nel sogno tutto può essere, tutto può accadere, anche sovvertire le leggi di gravità.

 

Emidio De Stefano - Critico

Renato Cestaro in his instinctive and dynamic acting from the marked timbral accent, stretches almost to objectify his own interiority, risking to reduce painting to a pure fact decorative.

Color shines with its own light and not phenomenological, a light that manifests itself in color. How in the work entitled "Summer" where the protagonist is the tree, resolved with broken tones of red, which stands out on one space not abstract, but sensitive and living.

The vision remains so still partially naturalist and more than to transpose the nature, condenses it frantically simplifying it structure and overexcite local tones.

Even with the same

register, but with more chromatic control, in the work "The dream" there is a change in the color range it reveals distant “Cézannian” reminiscences in the backgrounds.

A woman, diaphanous, resolved with broken tones of yellow, sleeps lying, suspended, light as a cloud, on the roofs of one hypothetical Venice, just suggested: a chromatic range ductile, airy, with cold shades dominates the surface; the greens, blues, violets, struck by flashes of pink and some yellow-orange counterpoint. In the dream everything can be, anything can happen, even subverting the laws of gravity.

 

Emidio De Stefano - Critic

Nelle sue opere, Carlo Scomparin, naïf colto, dal linguaggio del tutto personale e fiabesco, coglie e rielabora la realtà del suo vissuto quotidiano, del suo tessuto urbano che a differenza delle fiabe non è abitato da gnomi, puffi o fate, ma da esseri umani che svolgono le loro faccende quotidiane o da elementi che ne evocano la presenza. Come nell’opera intitolata “A piedi nudi sull'erba”, dove appaiono dei panni stesi al sole, donne alle finestre, campi coltivati e prati.

Subito dietro una schiera di case bianche dagli aguzzi tetti rossi che si stagliano sul verde complementare del bosco, i cui alberi hanno la forma di gigantesche foglie.

Foglia-unità su cui sono descritti piccoli rami fioriti quali elementi evocanti l’insieme-albero. Davanti, in primo piano, abbiamo 5 donne, giovani donne. Sono scalze e con la mascherina; è la loro prima uscita dopo il lockdown.

Il tutto dipinto a “plat ”, con residua reminiscenza dell’antica pittura bidimensionale, elemento di sicura efficacia sotto il profilo decorativo e narrativo.

Come nell’interessante “Bosco” dedicato a Paul Klee, dove tutto è rappresentato nel rispetto della materialità della tela, non solo come supporto, ma come elemento facente parte della composizione. Ancor più che in altre opere, è qui evidente l’intenzione decorativa nel rispetto della superficie piatta: intervallati dal bianco contrappunto del supporto, tanti piccoli quadrati-tessere si schierano sull’ampia tela; azzurri, gialli, blu cobalto, gialli oro, fino a decrescere nei toni più caldi delle terre rosse e brune.

Un possibile orizzonte è suggerito da foglie-albero dai valori cromatici verdi, più piccole, quasi ad accennare una sorta di scienza prospettica, e la restante totalità del bosco da foglie-albero più grandi, le cui tessere calde sono ogni tanto ritmate da altre verdi e viola.

Il tutto in un sapiente equilibrismo cromatico ed evocativo.

 

Emidio De Stefano - Critico

In his works, Carlo Scomparin, naive cultured, with a completely personal and fairytale language, captures and reworks the reality of his daily life, of his urban fabric which, unlike fairy tales, is not inhabited by gnomes, smurfs or fairies, but by beings humans who carry out their daily chores or by elements that evoke their presence. As in the work entitled "Barefoot on the grass", where clothes hanging in the sun, women at the windows, cultivated fields and meadows appear.

Immediately behind a row of white houses with sharp red roofs that stand out against the complementary green of the wood, whose trees are shaped like gigantic leaves.

Leaf-unit on which small flowering branches are described as elements evoking the whole-tree. In front, in the foreground, we have 5 women, young women. They are barefoot and with a mask; it's their first release since the lockdown.

All painted in "plat" form, with residual reminiscence of ancient two-dimensional painting, an element of certain effectiveness from a decorative and narrative point of view.

As in the interesting "Bosco" dedicated to Paul Klee, where everything is represented respecting the materiality of the canvas, not only as a support, but as an element forming part of the composition. Even more than in other works, the decorative intention in respect of the flat surface is evident here: interspersed with the white counterpoint of the support, many small square-tiles line up on the large canvas; blues, yellows, cobalt blue, golden yellows, until they decrease in the warmer tones of red and brown earths.

A possible horizon is suggested by smaller tree-leaves with green color values, as if to hint at a sort of perspective science, and the rest of the forest by larger tree-leaves, whose warm tiles are occasionally punctuated by other greens and purple.

All in a skilful chromatic and evocative balancing act.



Emidio De Stefano - Critic



Grazia Zuccolotto inizia la sua attività artistica nel 1972 come ritrattista, proseguendo poi con lo studio della figura e del paesaggio.

Nell’anno 1973 comincia a seguire la scuola del professor Emilio Saccon, docente all’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Nel 1975 conosce il maestro ceco Stephan Zavrel, fondatore della Scuola Internazionale di Illustrazione per l’Infanzia, che la inserisce nella sua scuola, seguendola poi successivamente nel suo percorso artistico.

Dall’anno 1982 inizia un cordiale rapporto amichevole sul piano artistico culturale con il suo illustre compaesano poeta Andrea Zanzotto, che la segue, la consiglia e la sollecita nell’approfondimento del suo sentire artistico.

Dal 1983 al 2000 lavora come pittrice decoratrice in un’importante industria internazionale di luna park, dove oltre alla decorazione, esegue copie di capolavori dei grandi artisti veneziani dell’800. Dall’anno 1989 comincia a seguire i corsi di incisione del maestro Cesare Baldassin e corsi di affresco del maestro Loris Gotto.

Nel 1993 è ospite con altri artisti, a Memphis (Tennessee ) come esponente dell’arte moderna italiana, per la commemorazione del quinto anniversario di Cristoforo Colombo.

Nel corso degli anni della sua attività artistica ha effettuato numerose mostre personali e collettive nazionali e internazionali, ha partecipato a molti concorsi conseguendo anche premi di alto livello e ampi consensi di critica. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

La sua attività è stata pubblicata in importanti riviste e cataloghi d’arte come il – Comanducci – Arte contemporanea del 900 – Elite - Arte triveneta -

Hanno scritto di lei: Paolo Rizzi, Giorgio Mies, Salvatore Pericardo, Giorgio Lanzani , Elena Capone, Laura Rossi, Leonardo Vecchiotti, Andrea Rognoni.

Grazia Zuccolotto began his artistic career in 1972 as a portraitist, then continuing with the study of the figure and the landscape.

In 1973 begins to follow the school of Professor Emilio Saccon, teacher at the Academy of Fine Arts in Venice. In 1975 he met artist Stephan Czech Zavrel, founder of the International Academy of Illustration for Children, which puts it in his school, then follow it later in his artistic career.

Since 1982 he started a cordial friendly relationship on the artistic culture with his illustrious compatriot poet Andrea Zanotto, which follows it, advises and urges deepening of his artistic feeling.

From 1983 to 2000 he worked as a painter decorator in a major international industry Luna Park, where in addition to decoration, makes copies of masterpieces by the great Venetian artists of the 800.

Year 1989 begins to follow the courses of the master incision Cesare Baldassin courses fresco of master Loris Gotto.

In 1993 he was a guest with other artists, in Memphis (Tennessee) as an exponent of modern Italian art, for the commemoration of the fifth anniversary of Christopher Columbus.

During the years of his artistic activity has made numerous personal and collective exhibitions of national and international, has participated in many competitions also achieving high level awards and critical acclaim. His works are in public and private collections in Italy and abroad.

Its work has been published in major magazines and art catalogs such as the– Comanducci – Arte contemporanea del 900 – Elite - Arte triveneta -

They wrote about her: Paolo Rizzi, Giorgio Mies, Salvatore Pericardo, Giorgio Lanzani , Elena Capone, Laura Rossi, Leonardo Vecchiotti, Andrea Rognoni.

Da: “La nuova Ferrara del 25 Marzo 2015:

 

……Renato Cestaro, dal canto suo, mette insieme gli elementi, permeando le sue opere di una visione poetica fatta di pigmenti personalmente selezionati quasi a rendere unica ed irripetibile l’esperienza non solo cromatica, ma anche materica. Il risultato è avvolgente poiché lascia allo spettatore la deduzione del “non detto” del “non affrontato” del “solo accennato”.

Michele Govoni

 

.....Renato Cestaro meanwhile, for his part by combining various components manages to suffuse his works with a poetic vision created by his use of colours and hues personally chosen by him so as to produce an almost unique and unrepeatable experience which is both chromatic and material.The effect is all consuming in as much as it leaves the viewer with the impression of something “not declared” ,”not addressed “ but only “hinted at”.

Michele Govoni

Renato Cestaro. Il segno si muove, si dilata, si incrocia con l'altro, cerca il proprio spazio... si perde, riprende dopo un po'...il colore lo segue, subentra, lo nasconde... macchie ocra, rosa e azzurre, rossi, grigi impossibili e gialli luminosi, si rincorrono e si mischiano tra loro in una sorta di ballo di gruppo, vivendo di luce propria e costruendo il soggetto. Il paesaggio si fa gioioso o triste, pieno di vita o calmo e rilassante...è umorale, come l'artefice, con le sue problematiche e le sue ricerche, il suo lasciarsi andare per chiedersi sempre di più, per chiedere aiuto alla sua conoscenza ed alla sua cultura, per esprimersi così sulla tela, compiutamente.

Si potrebbe pensare ad un vagabondo dell'arte, sembrano i suoi...degli appunti di viaggio: Londra, Parigi e...Venezia. Londra con la sua struttura un po' schizofrenica, piena di vita e lanciata verso il futuro. Parigi, melanconica e attaccata al suo passato, legata com'è alla Sua “belle epoque” che cerca di far rivivere per se più che per il turista e Venezia, la Venezia che ormai orde di turisti visitano come un museo a cielo aperto senza badare al fatto che ogni pietra, ogni muro ha una storia ben definita e, soprattutto grande e “loro” la calpestano come fosse un teatro di bassa levatura, in attesa di uno spettacolo preparato per compiacerli. Vedere i quadri di Renato Cestaro, è come entrare in un alveo particolare, dove tutto si muove con decisione, sicuro di trovare l'armonia che costruisce e ripara si ripete e scappa, ogni movimento è nella giusta posizione ogni linea si interrompe al momento giusto ed i colori... creano l'atmosfera, quella da lui percepita.

Il suo è mero divertimento, lo sente, ne ha desiderio, partecipa e lo vive. Renato Cestaro è pittore, tratta il colore come pittore, si costruisce i colori come un pittore, così, come usava un tempo... dipinge senza badare alla rifinitura, tralasciando il superfluo, cercando l'Esperienza; diventando piano piano padrone di un mestiere che da secoli chiama gli adepti ad esprimersi, a cercare di migliorarsi nel nome di un emozione che solo loro conoscono e sentono e grati chiedono – per questo dono – la possibilità di donare agli altri le proprie sensazioni, i propri sentimenti... nella speranza di riuscirci.

Pietro BARBIERI

Renato Cestaro. The sign moves, expands , intersects with another one, looking for his own space ... loses himself, recovers after a while ' ... the color follows him, replaces, hides him…….. ocher spots , pink and blue, red, inconceivable grey and bright yellow , chasing each other and mingling with each other in a sort of dance group , living and building its own light, creating the subject. The landscape is joyful or sad, full of life or calm and relaxing ... it's moody, as the author , with its problems and its research, its let him go expecting more and more, asking for help to his knowledge and his culture, to express himself, totally, on the canvas.

You could think of a tramp art, his notes.....they appear as travel notes : London, Paris and…Venice. London with its structure a bit 'schizophrenic, full of life and towards the future. Paris, melancholy and attached to its past, bound as it is to its "belle époque”, trying to revive for itself rather than for tourists and Venice, the Venice that now hordes of tourists visit as an open-air museum regardless the fact that every stone, every wall has a well-defined and great history, and "they" are trampling on it as if it was a a minor theater ,waiting for a show prepared to please them. When you see the paintings by Renato Cestaro , is like entering a particular channel , where everything moves decisively, certain to find the harmony that builds and repairs repeats and run , every movement is in the right position, each line stops at the right time and colors ... create the atmosphere , the one he perceives. He really enjoys it, he feels this enjoyment, he has desire, participates and experiences it.

Renato Cestaro is a painter, uses the color as a painter, color is created as a painter , as they used in the past ... paying no attention to the finish painting , leaving out the superfluous , looking for the Experience; gradually becoming a master of this craft that for centuries called the followers to express themselves , trying to improve in the name of an emotion that they only know and feel,and, that, grateful, ask, because of this gift - the chance of communicating to others their own emotions , their own feelings ... in the hope of succeeding in their aim.

Pietro BARBIERI

 

I mondi di Renato Cestaro sussistono invece nella forma indefinita tra “ciò che è stato e ciò che non sarà più”, delineando con rapida indeterminatezza una realtà informale in cui la forma appare mutevole e in trasformazione e i cui elementi materici e aerei si fondono, invadendo i confini del certo e dell’incerto.

Gaetano Salerno - Art Critic - Savona

 

The worlds of Renato Cestaro instead subsist in the indefinite form between "what has been and what will no longer be", quickly defining an informal reality in which the shape appears changeable and in transformation and whose material and aerial elements merge, invading the boundaries of certain and uncertain.

Gaetano Salerno - Art Critic - Savona


Da: “La nuova Ferrara del 25 Marzo 2015:

 

Carlo Scomparin, le cui opere sembrano condite di fantasiose immaginazioni.

Paesaggi e luoghi meravigliosi brillano di una luce calda che si unisce alla luce dell’ambiente in cui le opere sono esposte. Nei quadri di Scomparin, infatti, il segno ed il colore si affiancano ad una pittura pastosa e direzionata che guida la luce attraverso la storia e le vicende raccontate.

Una pittura ricca di simbologie e di segni caratteristici (fra tutti gli alberi a forma di foglia) che fa assumere valore anche al tema cromatico, come per accompagnare lo spettatore nella narrazione per immagini.

 

Michele Govoni.

 

 

Carlo Scomparin, whose works seem seasoned with imaginative imaginings.

Beautiful landscapes and places shine with a warm light that joins the light of the environment in which the works are exhibited.

In Scomparin's paintings, in fact, the sign and color are flanked by a pasty and directed painting that guides light through history and the events told.

A painting rich in symbolism and characteristic signs (among all leaf-shaped trees) that also makes the chromatic theme take on value, as if to accompany the viewer in the narration by images.

 

Michele Govoni.

Carlo Scomparin, pittore affermato in Italia ed Europa, le cui opere sono ospitate in molte collezioni private, è nato a Venezia nel 1951 e fin da subito dimostrò una certa spiccata abilità coloristica.

La sua pittura, da molti definita quasi Naïf, tende a rappresentare, attraverso l’utilizzo di una tecnica di pittura ‘pastosa’, caratterizzata da una attenzione al tema cromatico con colori puri e decisi contrasti cromatici, una realtà solo apparentemente veritiera e particolareggiata che in realtà propone paesaggi che si possono definire metafisici e quasi surreali, scanditi da tonalità intense in grado di trasportare la realtà in una dimensione surreale e a tratti onirica.

Nelle sue opere si riesce a cogliere la preparazione artistica su cui si fondano, ed il cammino personale dell'artista che con la sua arte propone una visione personale della vita: serena e ironica, ottimistica e colorata, palpabile dalle accese tinte che accompagnano lo spettatore in tutto il percorso attraverso i dipinti dell'artista.

Il linguaggio pittorico proprio di Scomparin è in grado di mescolare, in un equilibrio unico di forme e colori, scandito dalla espressività del segno, elemento essenziale della su pittura, forme naturali ad elementi geometrici.

Ciò si nota dal rispetto continuo della bidimensionalitá su di una superficie piatta in una espressività disattesa, cogliendo e rielaborando la realtà del vissuto quotidiano partendo da un elemento tanto semplice e banale quanto ancestrale:

la foglia, elemento da sempre tenuto in secondo piano nella storia dell'arte, elemento che in se racchiude tutti i principi su cui si basa l’artista stesso: l’equilibrio tra forme naturali e geometriche è perfettamente racchiuso in questo simbolo che porta sempre ad una più forte astrazione in chiave geometrica di natura ed eventi.

La sua è una proposta pittorica originale ed innovativa ricca di segni caratteristici, simboli, novità è continui richiami all’antico e a ciò che di ancestrale caratterizza la vita quotidiana dell'uomo del nostro tempo.

 

Prof. Siro Perin critico

Carlo Scomparin, an established painter in Italy and Europe, whose works are housed in many private collections, was born in Venice in 1951 and immediately showed a certain marked coloring ability.

His painting, defined by many as almost Naïf, tends to represent, through the use of a 'pasty' painting technique, characterized by a focus on the theme chromatic colors with pure and decisive colors chromatic contrasts, a reality only seemingly true and which actually proposes landscapes that can be defined as metaphysical and almost surreal, punctuated by intense shades capable of to transport reality into a surreal and at times dreamlike dimension.

In his works it is possible to grasp the preparation artistic life on which they are based, and the personal journey of the artist who, with the his art offers a personal vision of life: serene and ironic, optimistic and colorful, palpable by the bright colors that accompany the spectator all along the way through the artist's paintings.

The pictorial language of Scomparin is able to mix, in a unique balance of shapes and colors, punctuated by the expressiveness of the sign, an essential element of su pittura, natural forms geometric elements.

This can be see from the continuous respect of the two-dimensional on a flat surface in a disregarded expressiveness, seizing and reworking the reality of daily life starting from an element so simple and banal as ancestral: the leaf, an element that has always been kept in second floor in the history of art, an element that embodies all the principles on which the artist himself is based: the balance between natural and geometric is perfectly enclosed in this symbol that always leads to a stronger abstraction in a geometric key of nature and events.

His is an original and innovative pictorial proposal rich in characteristic signs, symbols, novelty is continuous references to the ancient and ancestral life characterizes the daily life of the man of our time.

 

Prof. Siro Perin critic

Nelle opere di Grazia Zuccolotto si avverte una energia vera, sorprendente, accattivante. E' la forza del colore sapientemente dosato in grana materica che cattura la luce, sottolinea e da vita ai suoi affascinanti personaggi e figure. In alcune opere la sua ingenuità si rivela semplicemente una lucida pratica quasi un gioco decorativo e magico che sceglie con meticolosità e che poi traduce in formule di semplificazione e gradevolezza.

Le opere di Grazia Zuccolotto , anche quelle più ilari sono appunto un canto alla vita, alla natura, al dolce esistere.

E' un canto onirico, polifonico, si potrebbe dire di chi si riconosce piccola e fragile creatura, ma di una inesausta potenzialità energetica, tanto nel suo ottimistico candore, quanto alla sua inesauribile creatività e mistica contemplazione poetica della vita.

 

Giorgio Segato

 

In the works of Grazia Zuccolotto there is a true, surprising, captivating energy. It is the strength of color expertly dosed in material grain that captures light, emphasizes and give life to its fascinating characters and figures. In some works his naivety is simply a lucid practice almost a decorative and magical game that he chooses meticulously and that then translates into formulas of simplification and pleasantness. The works of Grazia Zuccolotto, even the most ilari ones are precisely a song to life, nature, sweet existence. It is a dreamlike, polyphonic song, one could say of those who recognize themselves as small and fragile creatures, but of an inexhaustible energy potential, both in its optimistic candor, and in its inexhaustible creativity and mystical poetic contemplation of life.

 

Giorgio Segato

Sono opere sincere, quelle di Grazia Zuccolotto, nell’esigenza di comporre un equilibrio di eleganze liriche, corrispondenti ad intuizioni capaci di captare dal suo mondo fantastico e magico, preziose consistenze formali, raccontando con le sue originali figure, in frammenti di vita, scene usuali, con uso disinvolto e spesso ironico, del sentire umano.

Si introduce rendendo raffinatezze compositive,con sapiente uso di colori e luci fusi morbidamente nell’insieme, capaci di riprendersi la scena anche nei contrasti, o nelle dissolvenze, in graduali passaggi di tono.

E’ una lettura emozionale improntata da ecclettismo linguistico, capace di oscillare da un ponderato lirismo, ad una surreale razionalità, ma sempre autentica, come autentica è la sua natura di artista.

Non c’è imitazione cercata, ma solo sintonie corrispondenti ad esaltanti proposte derivanti da logoranti fasi riflessive di ricerca.

La sua infatti è una ricerca infinita, fatta di sperimentazione tecniche strutturali e compositive, che fanno di lei un’artista da linguaggio sempre nuovo, improntato ad una serena autenticità, distolta dal grossolano e dall’imperversare delle mediocrità di roboanti vuoti.

Armonia, equilibrio, onirismo, fantasia ed intuizioni legate a tenacità ed a profondo senso di aggiornamento evolutivo, fanno di Grazia Zuccolotto un’artista capace di restituire all’atto pittorico la sua validità intrinseca.

 

Andrea Rognoni

These works are sincere, those of Grazia Zuccolotto, in the need to compose a balance of lyrical elegance, corresponding to intuitions able to pick up from his world of fantasy and magical, precious textures formal, recounting with original figures, fragments of life, scenes usual, with casual use and often ironic, of making you feel umano.

 

Si introduces compositional refinement, with clever use of color and light softly fused together, are able to recover the scene even in the tackle, or dissolves, in gradual tonal changes.

Is marked by eclecticism reading emotional language, capable of swinging a weighted lyricism, a surreal rationality, but always genuine, authentic as is its nature as an artist.

 

There is no imitation sought, but only harmonies corresponding to exciting proposals resulting from consuming phases of reflexive research.

His research is in fact infinite, without testing the structural and compositional techniques that make her an artist to ever new language, marked by a serene authenticity, distracted by the mediocrity of from the raging of mediocrity coarse and bombastic empty.

Harmony, balance, dreamlike, fantasy and insights related to toughness and deep sense of evolutionary upgrade, make Grazia Zuccolotto an artist capable of painting upon his return intrinsic validity.

 

Andrea Rognoni

 

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