Four artists, four visions, four experiences, four styles. These components Arte4.

 

 

 

Vier Künstler, vier Visionen, vier Erfahrungen, vier Stile. Diese Komponenten Arte4.

 Quattro artisti, quattro visioni,

Quattro esperienze, quattro stili.

Questi i componenti di Arte4.

Четыре художники, четыре видения, четыре опыт, четырех стилях.

Эти компоненты Arte4.

 

 

 

Quatro artistas, quatro visões, quatro experiências, quatro estilos.

Estes componentes Arte4.

 

CONTEMPORARY VISION 3.0

 

          Carlo Scomparin, Giancarlo Brugnera, in arte Brugi, Renato Cestaro. Sono tre artisti che spesso discutono, si confrontano, sperimentano, dipingono a volte insieme, in uno scambio reciproco che non è senza effetti, forse proprio per la differenza delle loro nature interiori.

L’uno dotato di una eccellente lucidità intellettuale, il secondo sicuramente più contemplativo, l’altro più istintivo e dinamico. Eppure, nonostante una sostanziale differenza di linguaggio, un filo rosso li accomuna: la capacità di rinfrancarsi dal colore naturalistico, di reinventare la realtà, farla coincidere con il loro impulso soggettivo, la tensione intellettuale e sentimentale. Il colore si fa veicolo comunicativo della sensibilità dell’artista, con i suoi valori tonali, a volte timbrici, puri, le sue armonie, le molteplici possibilità di suggestioni.

 

          Nelle sue opere, Carlo Scomparin, naïf colto, dal linguaggio del tutto personale e fiabesco, coglie e rielabora la realtà del suo vissuto quotidiano,  del suo tessuto urbano che a differenza delle fiabe non è abitato da gnomi, puffi o fate, ma da esseri umani che svolgono le loro faccende quotidiane o da elementi che ne evocano la presenza, come nell’opera intitolata “Il mostro di Venezia”, dove appaiono dei panni stesi al sole, donne alle finestre. Subito dietro una schiera di case bianche dai conici tetti rossi che si stagliano sul verde complementare del bosco, i cui alberi hanno la forma di gigantesche foglie. Foglia-unità su cui sono descritti piccoli rami fioriti quali elementi evocanti l’insieme-albero. In alto a destra spunta una nave crociera, il mostro, che tutto sovrasta, squarcia con la sua possente ed inadeguata mole la bella e placida laguna. Il tutto dipinto a “plat ”, con residua reminiscenza dell’antica pittura bidimensionale, elemento di sicura efficacia sotto il profilo decorativo e narrativo.

Come nell’interessante “Bosco” dedicato a Paul Klee, dove tutto è rappresentato nel rispetto della materialità della tela, non solo come supporto, ma come elemento facente parte della composizione. Ancor più che in altre opere, è qui evidente l’intenzione decorativa nel rispetto della superficie piatta: intervallati dal bianco contrappunto del supporto, tanti piccoli quadrati-tessere si schierano sull’ampia tela; azzurri, gialli, blu cobalto, gialli oro, fino a decrescere nei toni più caldi delle terre rosse e brune. Un possibile orizzonte è suggerito da foglie-albero dai valori cromatici verdi, più piccole, quasi ad accennare una sorta di scienza prospettica, e la restante totalità del bosco da foglie-albero più grandi, le cui tessere calde sono ogni tanto ritmate da altre verdi e viola. Il tutto in un sapiente equilibrismo cromatico ed evocativo.

 

Giancarlo Brugnera, in arte Brugi, nelle sue opere ricostruisce mentalmente una natura sedimentata nella memoria come emozione, rinunciando alla mera riproduzione naturalistica. Come nell’opera “Colori in laguna”, in cui il blu cobalto e l’oltremare  si scompongono in molteplici toni e semitoni alternati ai rosa chiari complementari. In “Alba in laguna” invece, ammiccando alla reale scomposizione territoriale della laguna, la rappresenta con un linguaggio quasi bidimensionale, decorativo, dalle reminiscenze chiariste (Virgilio Guidi), che si snoda in tante campiture dai sottili e delicati passaggi cromatici.

Fornisce allo spettatore, come elementi di lettura, degli archetipi non sempre riconoscibili, ma proprio per questo più interessanti: suggerisce e non dice, come un poeta, lasciando così all’osservatore la facoltà di rendersi a sua volta co-autore nell’atto di completare mentalmente il percorso con la propria fantasia.

Una striscia sottile, all’orizzonte, di giallo cadmio, abbinata ad un complementare proseguo di color malva, allude all’alba, sottile astrazione ed empatica metamorfosi di quello che l’artista ha pensato ed elaborato, del suo vissuto e della realtà sensoriale.

 

Renato Cestaro nel suo istintivo e dinamico agire dal marcato accento timbrico, protende quasi ad oggettivare la sua interiorità, rischiando di ridurre la pittura ad un puro fatto decorativo. Il colore splende di luce propria e non fenomenologica, una luce che si manifesta in colore.

Come nell’opera dal titolo “Estate” dove protagonista è l’albero, risolto con toni spezzati di rosso, che si staglia su di uno spazio  non astratto, ma sensibile e vivente. La visione rimane così ancora parzialmente naturalista e più che a trasporre la natura, la condensa freneticamente semplificandone la struttura e sovraeccitando i toni locali.

Pur con lo stesso registro, ma con più controllo cromatico, nell’opera “Il sogno” si nota un cambiamento nella gamma coloristica che rivela lontane reminiscenze “cézanniane” nelle campiture. Una donna, diafana, risolta con toni spezzati di giallo, dorme adagiata, sospesa, leggera come una nuvola, sui tetti di una ipotetica Venezia, appena suggerita: una gamma cromatica duttile, aerea, dalle sfumature fredde domina la superficie; i verdi, i blu, i violetti, percossi da bagliori di rosa e qualche contrappunto giallo-arancio. Nel sogno tutto può essere, tutto può accadere, anche sovvertire le leggi di gravità.

 

 

Emidio De Stefano

 

In parete la visione artistica contemporanea.

 

Quattro artisti. Come i punti cardinali, come i lati del quadrato o come la direzione del vento. Quattro, non solo un semplice numero, bensì un vero perno sul quale innestare il sapere e l’analisi della realtà.

E quattro sono questi artisti veneziani che, esponendo sotto l’egida di Arte4, hanno come lite motive “Contemporary Visions”.

Come detto, si tratta di quattro artisti veneziani che hanno deciso di condividere un intento ed al tempo stesso porlo in equilibrio sul mondo contemporaneo dell’arte.

 

Roberto Bordin mette in scena le sue visioni metropolitane. Rese con una pennellata veloce e con una tecnica che tende ad esaltare non solo il colore, ma anche il segno. Bordin si accosta alla tela con l’intelligenza dell’osservatore curioso che riesce ad individuare il profondo dell’uomo nelle architetture, negli spazi del vivere comune, nelle luci e nelle automobili per renderle intatte sulla tela.

 

Brugi guarda alla natura della sua terra e ce la restituisce mutuata dal sentimento. Un sentimento contemporaneamente di ammirazione, amore e nostalgia. Un approccio naturalistico, il quale offre allo spettatore il silenzioso avvicendarsi delle stagioni, per ragionare e fermarsi un istante a pensare prima di lasciarsi invadere dalla frettolosa velocità cui la vita di oggi ci ha fin troppo abituati.

 

Renato Cestaro, dal canto suo, mette insieme gli elementi, permeando le sue opere di una visione poetica fatta di pigmenti personalmente selezionati quasi a rendere unica ed irripetibile l’esperienza non solo cromatica, ma anche materica. Il risultato è avvolgente poiché lascia allo spettatore la deduzione del “non detto” del “non affrontato” del “solo accennato”.  

 

Carlo Scomparin, le cui opere sembrano condite di fantasiose immaginazioni. Paesaggi e luoghi meravigliosi brillano di una luce calda che si unisce alla luce dell’ambiente in cui le opere sono esposte. Nei quadri di Scomparin, infatti, il segno ed il colore si affiancano ad una pittura pastosa e direzionata che guida la luce attraverso la storia e le vicende raccontate. Una pittura ricca di simbologie e di segni caratteristici (fra tutti gli alberi a forma di foglia) che fa assumere valore anche al tema cromatico, come per accompagnare lo spettatore nella narrazione per immagini.

 

Un bel gruppo che, grazie alla freschezza ed all’equilibrio delle sue opere, pone un accento sul tema della visione artistica contemporanea.

Proprio quella che con il lite motive di Contemporary Visions vuole sottolineare.

 

Michele Govoni

In Wall's vision of contemporary art.

 

Four artists. As the cardinal points, as the sides of the square or the wind direction. Four, not just a simple number, but a true pivot on which to graft knowledge and analysis of reality.

And these four are Venetian artists who, under the aegis of exposing Arte4, have as motive lite "Contemporary Visions".

As mentioned, these are four Venetian artists who have decided to share a purpose and at the same time place it balanced on the contemporary art world.

 

Roberto Bordin staged his urban visions. Made with a quick stroke and with a technique that tends to enhance not only the color, but also the sign.

Bordin approaches the canvas with the intelligence of the observer curious that one can identify the man deep in the architecture, in the spaces of common life, in the lights and in cars to make them intact on the canvas.

 

Brugi looks at the nature of his land and returns it borrowed from the feeling. At the same time a feeling of admiration, love and nostalgia. Approach nature, which gives the viewer the silent changing of the seasons, to reason and stop for a moment to think before you let invade by the hasty speed where the life of today has all too accustomed.

 

Renato Cestaro, for its part, brings together the elements, permeating his works of a poetic vision of pigments made personally selected almost to the unique and unique experience not only color, but also material. The result is fascinating as it leaves the viewer with the deduction of the "unspoken" the "not addressed" the "

only hinted at. "

 

Carlo Scomparin, whose works appear dressed in fanciful imaginings. Landscapes and wonderful places to shine a warm light that joins the ambient light in whose works are exhibited. In the paintings of Scomparin, inmfatti, the sign and the color are accompanied by a painting pasty and directed that the light guide through the history and stories told. A painting rich in symbols and signs caratteristicib (among all the trees leaf-shaped) which is also to take value color theme, as accompany the viewer in the narrative for pictures.

 

A nice group that, thanks to the freshness and balance of his works, puts an accent on the contemporary artistic vision.

Just what the motive of dispute Contemporary Visions underlines.

 

Michele Govoni

Roberto Bordin

BRUGI (Giancarlo Brugnera)

Renato Cestaro

Carlo Scomparin

16 - 28 aprile 2016

 

 "CONTEMPORARY VISIONS 2.0"

inaugurazione 16 aprile ore 17,30

 

 

Galleria ARTtime - vicolo Pulesi, 6 - 33100 Udine

tel. 0432/295276 - cell. 348/3950718

e-mail: info.arttimeudine@gmail.com

19 settembre - 2 ottobre 2015

espongono Brugi e Carlo Scomparin

 

3 - 16 ottobre 2015

 espongono Roberto Bordin e Renato Cestaro

 

 "LEGGIMI UN QUADRO"

 

 

presentazione critica: Prof. Gaetano Salerno

10 - 23 ottobre 2015

 

 "CONTEMPORARY VISIONS"

 espone Carlo Scomparin

Galleria d'Arte San Valentino

Marghera (VE) - via Carrara 10

 

inaugurazione sabato 10 ottobre ore 17,00

presentazione critica della pittrice Sylvia Borsali

 

Festivi: ore 9.30 - 11.30 / Feriali: ore 16 - 18

31 ottobre - 15 novembre 2015

 

 "CONTEMPORARY VISIONS"

 espone Renato Cestaro

Galleria d'Arte San Valentino

Marghera (VE) - via Carrara 10

 

inaugurazione sabato 31 ottobre ore 17,00

presentazione critica della pittrice Sylvia Borsali

 

Festivi: ore 9.30 - 11.30 / Feriali: ore 16 - 18

CONTEMPORARY ART TALENT SHOW

ARTEPADOVA 2015

13-16 NOVEMBRE

 logo-artepadova-blu

Sezione Under 5000

stand n° 125

21 - 29 novembre  2015

 

 Villa Bembo Caliari

"CONTEMPORARY VISIONS"

le nuove opere

P.ta Mario Del Monaco, 98

Casale sul Sile - TV

inaugurazione 21 novembre ore 17,00

presentazione critica: Prof. Gaetano Salerno

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